Modelli per una viticoltura moderna

Come eurodeputato, nonché membro delle Commissioni “Commercio Internazionale” ed “Ambiente, Sanita Pubblica e Sicurezza Alimentare” del Parlamento Europeo sono particolarmente orgoglioso di presentare questa pubblicazione dal titolo “MODELLI PER UNA VITICOLTURA MODERNA”, un testo agile ma dettagliato sulle potenzialità di un settore del comparto agricolo capace di fondere in un sapiente connubio l’identità contadina ed i saperi tradizionali con le nuove tecnologie finalizzate al rafforzamento della qualità del prodotto. Oggi il panorama del mondo vitivinicolo è sempre più coinvolto ed indirizzato verso obiettivi di crescente sostenibilità: un impegno che non deve essere inteso solo da un punto di vista di riduzione delle emissioni, ma anche finalizzato ad un miglioramento del valore aggiunto del prodotto e del reddito degli operatori, oltre che alla conservazione della fertilità dei suoli. Si tratta di un traguardo che accomuna la valorizzazione dei territori con la dimensione internazionale del settore: del resto l’Europa, nelle sue varie declinazioni nazionali, è il principale produttore ed esportatore di vino al mondo e l’Unione Europea partecipa al finanziamento di importanti programmi per lo sviluppo rurale. Per raggiungere questi nuovi traguardi di sostenibilità - attraverso soprattutto l’efficientamento dei processi produttivi - si dimostra indispensabile il ricorso alla cosiddetta “viticoltura di precisione” che sta portando tramite l’innovazione tecnologica la gestione dei vigneti verso il mondo della digitalizzazione: indagini georeferenziate, analisi meteorologiche, nuovi software, studi paesaggistici e strumenti che seguono ciascun momento della conduzione del vigneto (fertilizzazione, trattamenti di difesa, sfogliatura, irrigazione, vendemmia e potatura). Un’analisi superficiale di tali sistemi potrebbe far pensare che si tenda ad allontanare l’uomo dal vigneto; in realtà, esattamente come una volta ciascun operatore conosceva il vigneto palmo per palmo e sapeva gestire le sue piante in maniera differente a seconda del terreno e dell’esposizione, oggi, grazie alle nuove tecnologie, anche su vaste estensioni di territorio si può tornare ad una gestione mirata. Tutto questo rafforza in maniera esponenziale le potenzialità della filiera e crea modelli vincenti - come è bene spiegato nel testo - anche in aree caratterizzate da molteplici criticità, quali ad esempio una forte urbanizzazione o la presenza di aree produttive o di grandi infrastrutture. In ultima analisi, se vengono attuati i necessari investimenti ad ampio respiro, si tratta di un processo capace di instaurare un circolo virtuoso che abbatte i costi (ad esempio nella fertilizzazione o nei trattamenti antiparassitari) e dà la possibilità di ottenere una resa ed una qualità superiori. Dobbiamo essere però consapevoli che, oltre ad una politica generalizzata di valorizzazione delle nostre eccellenze e della biodiversità, a mio avviso oggi si rendono sempre più necessarie due importanti azioni: • una strategia di rafforzamento del brand Made In Italy, specialmente dopo l’emergenza COVID-19; • la ricerca di sinergie ed alleanze a livello internazionale per promuovere, nei negoziati commerciali e presso i consumatori, nuovi stringenti criteri di tracciabilità.

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Danilo Oscar Lancini
ENF - Europe of Nations and Freedom 
Lega

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