Comunicati Stampa

(ANSA) – BRUXELLES, 19 FEB – Sapere se il gruppo Henkel abbia mai ricevuto sostegno, aiuti o sovvenzioni a livello europeo, conoscere quali iniziative si intenda intraprendere per evitare gravi ricadute sociali ed economiche e valutare l’opportunità di un rinvio della chiusura dello stabilimento a fine crisi Covid-19: questo, in sintesi, il contenuto dell’interrogazione presentata dall’eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) alla Commissione europea.

“La multinazionale tedesca Henkel – spiega Lancini in una nota – ha annunciato la chiusura entro giugno dello stabilimento di Lomazzo (CO), attivo dal 1933, dove impiega oltre 150 persone dei quali 80 dipendenti diretti. Le motivazioni di una riorganizzazione produttiva dall’azienda, addotte per la chiusura, sono in contrasto sia con la performance economica del sito produttivo che con l’andamento del comparto della detergenza, il quale non registra trend negativi nei volumi. I lavoratori nonostante il periodo di crisi economica – prosegue Lancini – non hanno dovuto usufruire fino ad oggi di un solo giorno di Cassa Integrazione anzi nello scorso dicembre hanno interrotto le ferie per aumentare la produzione. Una repentina chiusura, inoltre, appare ancora meno giustificabile vista l’attuale situazione di emergenza sociale ed economica dovuta alla pandemia in atto”. (ANSA).

(QuiBrescia – red.) L’Eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) interviene in occasione della “Giornata del Ricordo”. «In occasione del “Giorno del Ricordo” – spiega Lancini – rendiamo onore alle vittime della tragedia delle Foibe e diamo testimonianza del doloroso esodo delle popolazioni giuliano dalmate costrette ad abbandonare la loro terra e le loro case. Una testimonianza che per troppi anni è stata negata dal tentativo di insabbiare i crimini commessi dal regime di Tito. Oggi – prosegue Lancini – come sottolineai anche in aula al Parlamento Europeo, serve che l’Europa sappia consegnare valori e prospettive comuni alle giovani generazioni, per avere una piena consapevolezza delle nostre libertà.
Per questo l’Unione Europea non può voltare lo sguardo altrove ma deve impegnarsi perché vengano riconosciuti i dovuti risarcimenti agli esuli, ai loro discendenti e per una memoria condivisa sulle atrocità dell’ultimo conflitto mondiale.
Una memoria da trasmettere – conclude Lancini – non per rinfocolare antichi rancori, ma per costruire un’autentica convivenza fra i popoli europei fondata su basi di verità e giustizia».

AgenPress (18 feb). L’Eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) interviene sulla crisi del Gruppo ALCO ed annuncia di aver presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per salvaguardare i posti di lavoro.

«Il gruppo ALCO, con sede a Rovato (BS) – spiega l’On. Lancini – comprende tre distinte società che controllano attraverso vari marchi oltre 40 punti vendita, di cui la metà nel territorio della provincia di Brescia, con una forza-lavoro complessiva di 750 dipendenti. Ad oggi, la crisi covid ha aggravato i problemi di liquidità del gruppo che ha annunciato oltre 200 esuberi e partecipa al tavolo di crisi regionale con le parti sociali.

Se nel 2019 – prosegue Lancini – si prospettava un piano industriale di rilancio, ad oggi 200 famiglie, già in situazione precaria a causa degli stipendi arretrati non erogati, sono prive di certezze a fronte di una ipotizzata cessione della società. Pertanto l’On. Lancini, a garanzia del diritto al lavoro, chiede alla Commissione UE «quali misure intenda intraprendere per gestire questa e simili emergenze, anche in relazione alla Direttiva 2001/23/CE che conferma il diritto al lavoro anche in caso di trasferimento o cambio di proprietà».

L’On. Lancini conferma che seguirà l’evolversi della situazione con grande attenzione e invita tutti gli attori economici ed istituzionali a non lasciare soli i lavoratori ALCO.

(red. 3/02/2021) L’Eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) interviene sul tema del colpo di stato militare in Birmania (Myanmar). «Mentre sale la preoccupazione della comunità internazionale a seguito del colpo di stato militare in Myanmar che ha deposto la Presidente Aung San Suu Kyi – spiega l’On. Lancini – l’Unione Europea deve prendere al più presto l’iniziativa per evitare violenze o nuove violazioni dei diritti umani, specialmente dopo che la Cina ha posto il veto nel Consiglio di Sicurezza ONU ad ogni risoluzione di condanna.


L’UE e gli Stati membri hanno il dovere di alzare la voce e rivedere le attuali agevolazioni tariffarie EBA di cui beneficia il Myanmar, in particolare il riso della varietà Japonica, che proprio in virtù di tali esenzioni tariffarie, ha visto le importazioni in Italia aumentare dell’80% lo scorso anno. 
É inaccettabile – conclude l’On. Lancini – che agevolazioni pensate per aiutare paesi sottosviluppati vadano oggi a danneggiare i nostri risicoltori e al contempo a sostenere un regime militare che minaccia i diritti umani. Serve un intervento urgente per correggere questa grave situazione!».

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