Comunicati Stampa

AgenPress 24/12/2020. L’accordo sulla Brexit tra Ue e Regno Unito, raggiunto in extremis, scongiura il temuto ‘no deal’ dopo mesi di atteggiamenti di chiusura, quasi punitivi, verso un importante partner, non solo economico, per l’Europa e per l’Italia.

Impensabile che questa Ue si impunti nel pretendere standard elevati da uno Stato europeo di primo piano e poi abbia chiuso accordi commerciali con realtà molto differenti dalla nostra, come per esempio il Vietnam.

Di fatto, questa Europa sembra quasi trattare Erdogan meglio di Johnson. Da sottolineare, purtroppo, anche il ruolo di secondo piano in cui è stato relegato il Parlamento Europeo, tenuto quasi all’oscuro della trattativa dalla Commissione. Massimo impegno, da parte nostra, per tutelare le aziende italiane, che dall’Ue hanno bisogno di risposte certe e non di propaganda anti Brexit”.

Così in una nota Danilo Oscar Lancini, europarlamentare della Lega, componente della commissione per il Commercio Internazionale al Parlamento Europeo.

(redazione, 04 dic) – L’Eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) interviene sul tema di grande attualità della riduzione delle emissioni e del cosiddetto “carbon leakage”.

«Cresce la consapevolezza sull’importanza di nuove politiche ambientali, sulla decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni di CO2 con il Green New Deal.

Su questo tema – spiega Lancini – ho presentato un’interrogazione alla Commissione Ue in merito ad alcuni recenti dati: dal 1990 ad oggi le emissioni di CO2 generate sul territorio europeo si sono ridotte del 25%, mentre se consideriamo quelle associate ai consumi europei, la diminuzione è soltanto del 16%. La differenza si spiega con l’aumento di CO2 connesso alla fabbricazione dei prodotti importati da Paesi Extra-UE passata dal 12 al 21%

In altre parole – chiarisce Lancini – una parte delle emissioni non è stata tagliata ma solo rilocalizzata, trasferendo fuori dall’Europa la capacità produttiva necessaria a soddisfare la nostra domanda di beni e servizi (il cosiddetto fenomeno del “carbon leakage”). Si tratta di un problema da affrontare subito, per evitare che i nuovi target climatici possano accrescere un fenomeno che di fatto scarica solo le responsabilità, minimizza i benefici e svantaggia la nostra industria.

Ho pertanto chiesto alla Commissione cosa intenda fare per affrontare al più presto la crescita della percentuale di CO2 importata. Sarebbe senza dubbio indispensabile – conclude Lancini – creare delle negoziazioni serie sui temi ambientali con i paesi extra-Ue collegandole alle trattative commerciali, dal momento che fino ad oggi (come nel caso degli accordi con il Vietnam) non è stato fatto. Anche la vicenda della costosa doppia sede del Parlamento Europeo con le relative emissioni rimane una seria e palese contraddizione ai proclami ambientali delle Istituzioni UE!»

AgenPress – 9 Dic. L’Eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) interviene sul tema del Recovery Plan elaborato dal Governo Italiano.

«Mentre sale la conflittualità fra le varie componenti del Governo in riferimento a come gestire le risorse legate ai fondi del Next Generation EU – spiega Lancini –  è stato possibile visionare la bozza del Piano Nazionale di ripresa e resilienza.

Sulla suddivisione dei 196 miliardi ipotizzati verifichiamo in prima battuta che si tratta di un intervento finalizzato soprattutto alla “transizione green” e al digitale, accantonando definitivamente la narrazione che lo descriveva come una specie di panacea di tutti i mali. La bozza – prosegue Lancini – non si rivela per nulla paragonabile al livello di dettaglio degli analoghi piani messi in campo da Francia e Germania e la tentazione di dire “É tutto qui?” è molto forte.

Per la sanità, in questi momenti emergenziali, vengono riservati solo 9 mld, poco più della metà di quelli destinati a “parità di genere”: evidente come chi fino a poco tempo fa insistesse sui 37 mld del MES pandemico lo faceva per altri scopi.

Incredibilmente, nessuna delle missioni individuate riguarda sicurezza e immigrazione, su cui invece ci sarebbe molto da investire per ridare tranquillità ai cittadini, mentre nei vari capitoli di spesa non rileviamo una sufficiente attenzione per far ripartire la locomotiva del Paese, ossia il tessuto produttivo delle Regioni settentrionali.

Da ultimo, ci saremmo aspettati molto di più, sia in termini di risorse che di programmazione, anche sulle politiche del lavoro e la disoccupazione giovanile, a testimonianza di un esecutivo che sostiene ideologicamente il reddito di cittadinanza, misura inefficiente ed iniqua che si presta a numerosi abusi, come abbiamo visto.

In definitiva – conclude Lancini – se non vi saranno consistenti cambi di rotta, il rischio di un impiego superficiale delle risorse cresce in modo esponenziale!»

AgenPress. L’Eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) interviene sull’annosa questione dei rapporti fra Unione Europea e Turchia.

«Durante l’ultima sessione plenaria dell’europarlamento relativa al Bilancio UE- spiega Lancini – è stato approvato un emendamento che mira a fermare ogni finanziamento diretto al governo turco. Tuttavia questa proposta ben difficilmente andrà a buon fine nell’ambito delle negoziazioni tra Parlamento Europeo e Consiglio UE perché la Presidenza di turno tedesca non ha mai manifestato questa intenzione.

È giunto pertanto il momento di farla finita con quel lungo teatrino di dichiarazioni di condanna e mini-sanzioni, se poi non si intende chiudere effettivamente i rubinetti dei fondi europei ad Erdogan.

La Germania – conclude Lancini – abbia il coraggio di gettare la maschera e di dichiarare al mondo la propria posizione di subalternità, dovuta alla presenza entro i propri confini di oltre tre milioni e mezzo di immigrati turchi solo parzialmente integrati nel tessuto sociale tedesco e legati a doppio filo alla madrepatria attraverso potenti associazioni finanziate direttamente dal Governo di Ankara!

Un triste esempio dei guasti delle politiche migratorie tenute in Europa fino ad oggi.»

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    Danilo Oscar Lancini
    ID - Identity and Democracy
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