Comunicati Stampa

(1-06-2021 – red.) L’eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) è intervenuto sull’entrata in vigore della Direttiva per la riduzione della plastica monouso. “Fin dal 2018 mi sono schierato”, spiega  Lancini in una nota, “contro la Direttiva Ue che ha bandito la plastica monouso: una proposta che non teneva conto di quei paesi e di quelle situazioni in cui è attiva un’efficiente raccolta differenziata e circuiti chiusi senza dispersione nell’ambiente; una proposta che non aveva neppure previsto una seria valutazione sull’impatto economico. Su questo tema ho combattuto in Commissione Ambiente, ho partecipato a convegni e ho scritto personalmente una lettera agli allora ministri dell’Ambiente Costa e del Lavoro Di Maio, un appello caduto colpevolmente nel vuoto”.

“Anche se oggi molti sembrano finalmente aprire gli occhi”, continua Lancini, “ed anche il ministro alla Transizione Ecologica Cingolani conferma un evidente approccio ideologico tenuto in sede europea, purtroppo un settore importante per la nostra economia che dava lavoro a circa 3mila persone per 1 miliardo di euro di giro d’affari è già stato irrimediabilmente compromesso. Non è la prima volta che nel nostro Paese ci si accorge troppo tardi di un problema: aver visto giusto due anni fa resta un’amara soddisfazione per me e per la Lega. Forse qualcuno imparerà finalmente a non accettare in maniera succube tutto quello che viene da Bruxelles, ma seguirà la Lega nella sua battaglia per l’interesse nazionale”.

(ANSA) – BRUXELLES, 19 FEB – Sapere se il gruppo Henkel abbia mai ricevuto sostegno, aiuti o sovvenzioni a livello europeo, conoscere quali iniziative si intenda intraprendere per evitare gravi ricadute sociali ed economiche e valutare l’opportunità di un rinvio della chiusura dello stabilimento a fine crisi Covid-19: questo, in sintesi, il contenuto dell’interrogazione presentata dall’eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) alla Commissione europea.

“La multinazionale tedesca Henkel – spiega Lancini in una nota – ha annunciato la chiusura entro giugno dello stabilimento di Lomazzo (CO), attivo dal 1933, dove impiega oltre 150 persone dei quali 80 dipendenti diretti. Le motivazioni di una riorganizzazione produttiva dall’azienda, addotte per la chiusura, sono in contrasto sia con la performance economica del sito produttivo che con l’andamento del comparto della detergenza, il quale non registra trend negativi nei volumi. I lavoratori nonostante il periodo di crisi economica – prosegue Lancini – non hanno dovuto usufruire fino ad oggi di un solo giorno di Cassa Integrazione anzi nello scorso dicembre hanno interrotto le ferie per aumentare la produzione. Una repentina chiusura, inoltre, appare ancora meno giustificabile vista l’attuale situazione di emergenza sociale ed economica dovuta alla pandemia in atto”. (ANSA).

(6 MAR – red.) “Oggi parlare di Iveco a Brescia significa prendere in considerazione un’azienda che da tempo è inserita nel territorio e vive in stretta simbiosi con i suoi lavoratori. I bresciani – prima con Om e poi con Iveco – hanno fatto crescere una fabbrica che ha attraversato le generazioni, diventando quella realtà di eccellenza per veicoli commerciali ed autobus che è oggi, una realtà capace di stare al passo coi tempi investendo anche nella mobilità del futuro”, così l’eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) sul tema della cessione di Iveco da parte di Cnh Industrial ai cinesi di Faw. “A Brescia Iveco conta oltre 1800 fra operai ed impiegati che conoscono bene il valore dell’azienda per il nostro territorio e per il Paese, orgogliosi del proprio lavoro e delle esperienze maturate, un patrimonio di conoscenze e di “saper fare” che non deve andare disperso”.

“Quando ho appreso della trattativa che la proprietà ha messo in atto per vendere Iveco al gruppo cinese Faw” aggiunge Lacini, “mi sono attivato subito per evitare l’ennesimo salto nel buio per l’industria bresciana ed italiana, con sullo sfondo lo spettro di un impoverimento generale dell’indotto, di nuove delocalizzazioni e di perdita progressiva di posti di lavoro. È inaccettabile che la proprietà intenda lasciare una totale libertà di manovra a fronte delle vaghe promesse di chi vorrebbe subentrare. Ad oggi infatti questa trattativa non ha fornito certezze, non solo sulla produzione e l’occupazione, ma soprattutto sulle prospettive future di un’intera filiera produttiva che è fra i principali asset strategici del Paese”.

“Da questa considerazione è scaturito l’intervento deciso di tutti noi parlamentari leghisti del territorio a difesa del lavoro bresciano, che ha posto fin da subito la vicenda sotto la lente del ministero per lo Sviluppo Economico”, prosegue l’eurodeputato del Carroccio. “Il ministro Giorgetti ha ricordato con grande autorevolezza che questa trattativa è oggettivamente una materia che interessa la normativa sul Golden Power, cioè su quei poteri speciali in carico al governo nazionale di salvaguardia delle società operanti in settori strategici. È infatti evidente che – pur con lo stralcio dei veicoli del settore Difesa – resta la chiara eventualità che la nuova proprietà cinese acquisisca informazioni sensibili sui processi produttivi e sul know-how di Iveco. Su questo tema la partita resta dunque aperta e il governo è pienamente legittimato a dettare specifiche condizioni, arrivando se necessario perfino a porre il veto su alcune delibere aziendali”.

“Infine, la mia esperienza di parlamentare europeo e di membro della Commissione per il Commercio internazionale”, conclude Lancini, “mi spinge a rinnovare un serio grido di allarme al mondo dell’impresa italiana, specialmente dopo la crisi del coronavirus: no all’assalto generalizzato di diverse realtà economiche cinesi all’acquisto dei nostri marchi e know-how, grazie ad una liquidità e ad una solidità economica costruite sulla concorrenza sleale, sul mancato rispetto dei diritti umani e delle più elementari norme ambientali e del lavoro. Mantenere o riportare in Europa tutte le principali filiere strategiche è uno dei principali punti che ho posto da tempo all’attenzione della Commissione Europea e su cui proseguirò a lavorare. Per questo, resterò in prima linea a vigilare e a portare proposte concrete per difendere Iveco ed il territorio bresciano in primis”.

AgenPress (18 feb). L’Eurodeputato Danilo Oscar Lancini (Lega) interviene sulla crisi del Gruppo ALCO ed annuncia di aver presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per salvaguardare i posti di lavoro.

«Il gruppo ALCO, con sede a Rovato (BS) – spiega l’On. Lancini – comprende tre distinte società che controllano attraverso vari marchi oltre 40 punti vendita, di cui la metà nel territorio della provincia di Brescia, con una forza-lavoro complessiva di 750 dipendenti. Ad oggi, la crisi covid ha aggravato i problemi di liquidità del gruppo che ha annunciato oltre 200 esuberi e partecipa al tavolo di crisi regionale con le parti sociali.

Se nel 2019 – prosegue Lancini – si prospettava un piano industriale di rilancio, ad oggi 200 famiglie, già in situazione precaria a causa degli stipendi arretrati non erogati, sono prive di certezze a fronte di una ipotizzata cessione della società. Pertanto l’On. Lancini, a garanzia del diritto al lavoro, chiede alla Commissione UE «quali misure intenda intraprendere per gestire questa e simili emergenze, anche in relazione alla Direttiva 2001/23/CE che conferma il diritto al lavoro anche in caso di trasferimento o cambio di proprietà».

L’On. Lancini conferma che seguirà l’evolversi della situazione con grande attenzione e invita tutti gli attori economici ed istituzionali a non lasciare soli i lavoratori ALCO.

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